Territorio e storia


Il vallone verde e tortuoso di ANGROGNA si diparte dal versante sinistro del fiume Pellice, all'altezza di Torre Pellice. Esso prende il nome del torrente omonimo, "l'Engréunha" che nasce ai piedi del Monte Rou (2860 m.), sullo spartiacque con la Val Germanasca, dal piccolo lago della Sella Vecchia, per confluire dopo una quindicina di chilometri nel Pellice, poco più a valle del Ponte degli Appiotti. La Val d'Angrogna, cosparsa nel suo lato a solatio di numerose frazioni, fu per secoli il centro del movimento valdese, luogo fortificato e baluardo strenuamente difeso nel corso delle guerre di religione del XV - XVI e XVII secolo a salvaguardia della libertà di coscienza.
Molti luoghi di questa " Terra di Libertà" testimoniano infatti della secolare lotta di questa esigua minoranza protestante contro l'assolutismo e la prevaricazione : la Guieiza (pr.: ghièisa) dla Tana, la grotta dove, secondo la tradizione , si sarebbero tenute le riunioni di culto all'epoca della clandestinità (XIV e XV secolo);
il monumento di Chanforan, a ricordo dell'adesione del movimento valdese alla Riforma; i templi del Ciabas, del Capoluogo, del Serre e di Pradeltorno. In questa ultima località si trova anche l'antichissima "Schola" (in occitano "Lou Coulege"), dove i predicatori itineranti valdesi (i "Barba") si preparavano nel tre-quattrocento per le loro missioni in tutta Europa.
Al Capoluogo, in bella posizione dominante, la chiesa cattolica dei primi del settecento dedicata a San Lorenzo; un secondo edificio di culto di questa comunità sorge all'ingresso della frazione Pradeltorno. Al Bagnoou, nei pressi del colle della Vaccera, la "Ca dla Pais" (Casa della Pace) e i luoghi circostanti testimoniano la lotta di resistenza al nazifascismo, che nell'alta Val d'Angrogna ospitò le prime bande partigiane di "Giustizia e Libertà" e la stamperia clandestina del "Pioniere", alla Barma.